Mutuo, una seconda riflessione.
Destino vuole che la coperta sia sempre troppo corta.
Tendenzialmente però nessuno te lo dice apertamente. Lasciano che sia tu a scoprirlo con le tue forze, ma le mie forze sono poca cosa in questo momento.
Parliamo di mutui, di tassi variabili o tassi fissi col cap o senza cap. C’è un mondo la fuori che aspetta solo di incontrarvi.
Ecco quello che mi capita. Avrei bisogno di una certa cifra di finanziamento. Ovviamente la rata mensile deve stare sotto ad un certo parametro in modo che io e la mia compagna si possa vivere tranquilli e la banca dia il via al mutuo.
Per forza di cose, quella cifra al momento è irraggiungibile. Se il tasso è più basso di quello delle altre banche allora il capitale finanziato arriva al 70% dell’importo della casa. Se il capitale finanziato arriva all’80% allora il tasso è alto. Se il tasso è basso e il capitale finanziato è l’80% allora ti fanno il mutuo a 20 anni. Tutte queste combinazioni aumentano la rata a livelli spropositati. Allora ti fai abbassare la rata, ma non arrivi alla cifra che ti serve. Allora ti dicono che dovevi risparmiare di più.
Vedete, la coperta è corta.
Poi scopri che c’è una banca che ti da l’80%, un tasso umano per 30 anni, ma devi diventare loro socio, comprare azioni della banca e sottoscrivere un paio di polizze. Sennò, a sentir loro di avere il mutuo non se ne parla.
Infine scopri che un’altra banca ti da 30 anni di mutuo, un tasso decente e l’80% del capitale. Non vuole soci e non gliene frega nulla delle polizze. Vuole solo che ti chiami John John Kennedy, che tu sia nato di Venerdì tredici di un anno bisestile in cui l’estate è stata calda e l’inverno sia stato freddo. In cui i Beatles siano stati primi in classifica per almeno due mesi e mezzo e che tu sia disposto a subaffittare la tua anima al signore delle tenebre.
L’ultima opzione mi sembra la più percorribile.
Mutui, prima parte di una constatazione.
Sappiatelo. Se per caso vi state convincendo all’acquisto della vostra prima casa, sappiate che tutti i vostri sogni verranno infranti dal tizio vestito in giacca e cravatta che, con sorriso mellifluo, vi scandirà lentamente le cifre della rata e, non ultima, la percentuale del tasso d’interessi.
Fino a che non entrerete in qualsiasi filiale di qualsiasi banca (a meno che la banca non sia la vostra e allora, in quel caso, ve ne potete tranquillamente sbattere le palle) non potrete mai sapere con cosa avete a che fare. L’omiciattolo incravattato e inamidato vi spiegherà a grandi linee il motivo per cui per pagare la casa dei vostri sogni (che diventerà a breve quella dei vostri incubi) dovrete concedere alla banca un paio di fettine di culo. Non abbiate dubbi, quella cosa che i burocrati chiamano spread e che io associo al suono onomatopeico di qualcosa che ti finisce diritto nel culo, vi rovinerà il conto corrente, le amicizie, vi renderà più grassi e brutti,vi farà venire l’alitosi, l’alopecia e i brufoli e vi farà capire che, la prossima volta è il caso di nascere ricchi da far schifo.
Sappiatelo, per chiedere un mutuo ora è necessario avere un cuore forte.
Karma 2012
Hey, dico, che diavolo puoi desiderare dal 2012? Oggi un intervistatore della RAI ti ha scambiato per uno studente togliendoti, in un attimo, almeno una dozzina d’anni.
Hai iniziato leggendo, roba senza pretese, per carità, ma hai letto.
Però sei tornato su di peso, e non va bene.
Hai rivisto gli amici.
Ma hai un dente che ti fa male e sai già, te lo senti, che il dentista ti trapanerà il dente e il portafoglio.
Stai cercando di mettere via più soldi possibili perché hai deciso di fare il grande passo e comprar casa.
Ma i tassi dei mutui sono improponibili, non ti danno mutui a 30 anni e non è nemmeno detto che arrivino a finanziarti l’80% del capitale.
Hai trovato un Iphone 4 in buonissime condizioni e l’hai restituito alla legittima proprietaria che ti ha ringraziato con 3 bottiglie di vino.
E tu speravi che il Karma si desse da fare in maniera più vistosa, ma per il momento nulla di fatto, a parte le 3 bottiglie di vino. (A meno che io non abbia già rischiato di morire un paio di volte il Karma mi abbia salvato le chiappe).
Vedi, non lo sai nemmeno tu cosa chiedere al 2012 perché ti sembra che qualsiasi cosa tu chieda sia dura riceverla.
Se fossi una persona adulta chiederei un abbassamento dei mutui e un figlio.
Già, vorrei un figlio.
Karma, dai, datti una mossa.
Filed under Senza categoria | Comment (1)Stati d’animo
Il fatto che oggi sia il compleanno mi fa sentire come una brioches alla marmellata riscaldata al microonde: flaccida fuori e bollente dentro.
Filed under Senza categoria | Comments (2)Messaggi
Se il me del passato dovesse mandare un messaggio al me presente credo che gli scriverebbe: Rassegnati.
Filed under Senza categoria | Comment (0)Stream of stocazzo
E’ la supercazzola, evidentemente. Da qualche giorno a questa parte ho una voglia impellente di sfogarmi. Ho tensione accumulata da decenni, forse. Mi farei una bella scopata con chi dico io per vedere se è vero che il sesso con i sensi di colpa è più bello. Poi bisogna vedere se chi dico io ci sta. Ci stai? (per la cronaca, se una risponde sì diventa automaticamente “quella che dico io”).
Non mi sto involgarendo, non sto prendendo una deriva scurrile e non ho intenzione di trasformare questo mortorio di blog in un cimitero di bestemmie, bestemmino e ammennicoli vari. Ho davvero bisogno di appoggiare sul comodino la maschera del bravo ragazzo posato e di far esplodere il vulcano che ho dentro. Il vulcano ce l’abbiamo tutti, non è prerogativa mia. Solo che il mio è spento da parecchio.
Vorrei solo vivere un brevissimo periodo di “ecchissenefrega” nonostante la crisi economica, la casa, la famiglia, il mutuo del collega, la varicella della cugina dell’amica, l’amaca che slitta, il parco che puzza, il topo che tipizza e la minchia che si sgonfia.
Sono stato chiaro? Magari in uno degli universi paralleli di Fringe sono stato pure chiaro, in questo temo di no. E no, non ho bevuto, non ho fumato e non prendo psicofarmaci. Ho davanti a me un paper in inglese che sto cercando di far quadrare, una tazzona con del the verde che si sta freddando, un sottofondo di musica jazz gentilmente offerto da Itunes Radio e una certa voglia che mi devo tenere.
Basta come quadro generale? Ah dovevo chiamare il prof con cui sono in tesi e che non sa che non c’è una tesi, ma niente. Ho cannato l’appuntamento telefonico perché mi sono accorto tardi del messaggio. Sempre peggio.
Ecco, ho finito.
Post interruptus.
Mi sembra di essermi infilato in periodo grigio. Non so bene cosa mi stia succedendo di preciso. Ho una lievissima depressione che però mi sembra di poter ricondurre alla noia e al fatto che tra breve è il mio compleanno, cosa che da sempre mi procura degli scompensi ormonali mica da poco.
Infatti, stavo per scrivere questo post, c’ho provato per un po’, mi sono rotto il cazzo. Ho smesso. Fanculo.
Filed under Senza categoria | Comment (0)Un post cattivo.
Su certi argomenti ho le idee confuse. Credo che molta gente su certi argomenti abbia le idee confuse.
E che cazzo, c’ho un contatto di Facebook, solo uno per fortuna, che si sta lasciando andare alla fiera delle banalità.
Muore Steve Jobs e lui, solo perché ha un Iphone, ne parla di sperato, mette i tag alle foto dove c’è Jobs, lascia commenti di stato strappalacrime: come sarà il mondo senza di te ore Steveeeee?!?
Muore Simoncelli. Marco, ci mancherai. Sic sei stato un grande, corri in cielo ora. Poi si sprecano i mi piace, la claque gli tributa un mare di commenti: oh, che dolce che sei, sei un tesoro, bla bla.
Vado da lui e gli chiedo: hai mai visto una gara di Moto GP visto che sembra che tu conoscessi benissimo il povero Simoncelli. La risposta è: non mi piacciono le moto. Bene, ottimo, non è necessario amare le moto per essere dispiaciuto della morte di Simoncelli, non è necessario aver comprato migliaia di gadget Apple per essere affranti dalla dipartita di Steve Jobs, ma…
Poi il nubifragio. Genova va sotto. Facebook diventa improvvisamente RossoBlu. Forza Genova! Certo, cazzo, forza Genova. Forza Genova e abbasso quei quattro politicanti che hanno permesso la costruzione selvaggia in zone a rischio e che ora stanno cercando di disfare il danno fatto evidentemente senza sapere bene da dove cominciare. Vabbè, non si critica, sono morte 7 persone. Da i brividi anche solo a pensarlo. Vado di la e gli chiedo: sei mai stato a Genova. Risposta: no. Perché? Perché è una città di merda.
Coglione! Genova non è una città di merda. Genova è una città vecchia, con tutto quello che comporta. E’ una città in cui se piove tanto succede il finimondo. Genova è una città che da sul mare, che vive il mare. A Genova non si trova un parcheggio, a Genova in alcune zone si sta male e in altre si sta da Dio. Ma Genova non è una città di merda. Coglione.
E allora lui, ormai è assodato, è convinto che mostrare la propria solidarietà lo faccia sentire una persona migliore.
Io che posso fare di fronte a questo? Al massimo lo tolgo dai contatti di Facebook.
Vi dico io come ho reagito alle notizie sopra riportate. Il giorno che ho scoperto che Steve Jobs era morto avevo una giornata di merda. Fuori pioveva. Ho pensato tutto il giorno che se n’era andato un grande. Ho pensato che se n’era andato anche mio nonno che, a suo modo era un grande. Sono stato male, mi è scesa qualche lacrima. Perché? Perché empatizzo con chi c’è ancora. Con i figli, la moglie e chi gli ha voluto bene.
Simoncelli. Leggere la notizia è stato uno shock. Era giovane. Era un buon pilota, non credo di poterlo definire un campione. Sbagliava ancora tanto, era troppo irruento. Ma è morto un ragazzo giovane. Poi i giornali e i telegiornali costruiscono il mito e ti pompano canzoni pop tristissime per farti piangere. A volte ci riescono.
Simoncelli è morto mentre correva su una moto, mentre faceva quello che amava. Tutti sono consapevoli dei rischi che ciò comporta. E’ una morte meno importante per questo? No. E’ una morte di un ragazzo giovane. E’ una perdita.
Genova. Stavo tornando a casa dai miei. Era stata una giornata buona. Poi ho sentito per tutto il viaggio il resoconto della giornata. Mi sono girate le palle. Ero depresso e incazzato. Depresso perché forse si poteva evitare. Incazzato perché ora si monta la polemica e con la polemica io mi ci pulisco appena il culo.
Caro utente di Facebook, perché oggi non mi scrivi qualcosa su quel ragazzino che è caduto dalla bici ed è morto schiacciato da un tram a Milano? Perché non lo fai? Non lo fai perché è una piccola tragedia familiare? Non lo fai perché quel ragazzino non era nessuno? Perché non è venuta giù acqua a cascate, perché i giornali non ci hanno ricamato su, perché sai che i tuoi contatti Facebook non avranno sentito nulla di questa notizia?
PERCHE’ CAZZO NON SCRIVI QUALCOSA DI INTELLIGENTE COME AL TUO SOLITO? PERCHE’? TU BRUTTA MERDA CHE AGISCI SOLO PERCHE’ CREDI CHE LA MORALE TE LO IMPONGA.
Non ho scritto una parola su ciò che è successo in questo ultimo periodo. Sulle perdite che ci sono state. Non l’ho fatto. Se scrivessi su Jobs, su Simoncelli, sui morti di Genova e su quelli in Iraq il mio stato Facebook sarebbe sempre a lutto.
PERCHE’ TU, EMERITA MERDA, NON HAI ANCORA CAPITO CHE I MORTI SONO TUTTI UGUALI.
Lasciano tutti quel gelido senso di perdita che fatichi a riempire.
Filed under Senza categoria | Comment (0)Il gigante
All’improvvisa arriva un momento chiarissimo in cui capisci che sei diventato grande, che la devi smettere di perdere tempo con le cazzate e che alcune decisioni importanti non possono essere più rimandate. La sfiga vuole che siccome non ci sei abituato a prendere certe decisioni ti senti perso e tutto diventa pesantissimo.
Davvero, sembra, che il cielo sia di piombo, che si stia schiantando sulla tua schiena per farti soccombere.
Ve lo dico con sincerità, in quei momenti vedo tutto nell’insieme e mi sembra tutto troppo grande per le mie possibilità. E’ allora che subentra la depressione. Che subentra la depressione me ne accorgo perché mi sveglio già stanco e irritabile, mi sembra che non ci sia nulla che mi dia la felicità, nulla mi fa ridere e mi sembra che se mi compro un giocattolino elettronico tutto sia più bello. Ma solo fino a che non mi stufo di quello che mi da in termini di occupazione delle risorse mentali. Poi si ricomincia.
E’ tutto troppo pesante per me. E io sono anche fortunato che ho una persona al mio fianco. Solo che in certi momenti non c’è amore che tenga, sei tu contro il mondo e il mondo è davvero enorme.
In questo periodo, alla soglia dei 36 anni le cose che mi spaventano principalmente sono due (ma anche tre se ci vogliamo mettere un sottofondo che non manca mai). In ordine puramente casuale i figli e la casa. I figli, che ancora non ho e ancora non so se posso avere. La casa, che non ho perché sono in affitto e quindi dovrò affrontare tutta la questione mutuo e compagnia bella.
All’improvviso ieri mi sono reso conto che sto arrivando ai 40 anni e che la questione figli è molto più complessa del previsto. Volevo essere ottimista, oppure ero solo incosciente e troppo stupido per capire che non tutto va come dovrebbe andare.
La cosa della cosa poi è legata anche alla questione della crisi economica. Ieri mi sono addormentato con negli occhi il meno 6,8% della borsa e ho avuto un sonno tremendo. Non ho titoli di cui preoccuparmi, ma lo stesso ho l’impressione che stiamo camminando sull’orlo del precipizio, nudi e ubriachi, con il vento che soffia alle spalle e un terreno scivoloso.
Ho paura di non essere in grado di portare avanti questi progetti. E non so con chi parlarne.
Ecco, uno si sente solo di fronte al gigante.
Ritornare ragazzini
Questa notte ho sognato che scopavo con una tipa. Scopavo, sì. Non “facevo sesso”, “facevo l’amore”, etc etc. Ci davamo proprio dentro di brutto. Sentivo la passione ardere.
Questa mattina mi sono svegliato con un’erezione della madonna e il primo pensiero è stato: meno male che il tempo con me è stato clemente.
