“Domani no” di Cristiano Carriero

aprile 3rd, 2013

Ci sono delle cose che danno da pensare. Ad esempio, perché alcuni libri trovano lo sbocco di grandi editori e grandi distribuzioni ed altri si devono inventare percorsi più tortuosi, infilandosi in pertugi stretti e polverosi solo per riuscire ad arrivare ad una manciata di lettori fortunati. Esatto, lettori fortunati perché gli altri in questo caso dovrebbero fare il conto con il proprio Karma che evidentemente non li sta favorendo.

Questo pensiero mi è sbocciato in testa quando ho iniziato a leggere “Domani no” di Cristiano Carriero…vi lascio il tempo di Googlare il suo nome perché se lo conoscete o siete lui in persona oppure un parente stretto. Carriero fa altro nella vita, ma nella letteratura ci sta a pennello. Per cui, se vi state chiedendo se questa sia una recensione positiva o negativa sappiate che siamo decisamente inclinati verso il positivo e quindi  consiglio agli amanti delle critiche feroci spezza reni di smettere di leggere a partire da questo punto.

Non è che non abbia cercato in tutti i modi di demolire “Domani no”, vi assicuro che c’ho provato. Mi ero prefisso come scopo di fargli le pulci, di fargli una bella autopsia, scoprire la causa della morte e poi lasciare il cadavere lì sul tavolo autoptico. E vi confesso che all’inizio un po’ mi sembrava che le cose per me fossero facili. Infatti, le prime due pagine del libro non mi sono piaciute. Ho pensato: ecco un altro che vuole raccontare la storia di un personaggio che si crede fico, anzi ecco la storia di uno scrittore che ha scritto di uno che si crede fico credendolo fico. Poi però il libro vero è iniziato e ci troviamo davanti alla storia di Ernesto Celi, per un po’ in arte Boavida, e del suo sogno di sfondare come cantante.
Se l’espressione non fosse terribilmente abusata vi direi che si tratta di un romanzo di formazione, ma non sarebbe una definizione del tutto corretta. “Domani no” parla delle cadute e delle risalite di Ernesto, ma c’è dell’altro, parla di come si può sentire un giovane che vive nell’Italia dalla fine degli anni 90 ad oggi. Sullo sfondo, ma ben in rilievo, c’è la politica, la situazione disastrosa in cui versa il paese in cui viviamo, ma soprattutto io ho percepito la rabbia, la disillusione, l’arroganza, la speranza nei proprio sogni, il dover affrontare la vita adulta, lo scontro con l’autorità e molto altro.  C’è un distillato dell’adolescenza e altro ancora. Amore, amicizia, sesso (e ora che vi ho parlato del sesso tutti a comprare il libro).

“Domani no” mi ha fatto riprovare emozioni che erano ormai sopite. Mi ha fatto ricordare di quale meraviglioso e folle periodo sia l’adolescenza, un periodo in cui ci si nutre di sogni che poi però in pochi sono in grado di realizzare. Ho ritrovato in questo libro la freschezza della scrittura del Nick Hornby di “Alta Fedeltà” e pur sapendo di espormi parecchio con questa affermazione non me ne pento. C’è, nel modo di scrivere di Carriero una capacità di arrivare dritto al lettore in maniera sincera, direi quasi pura. Una capacità di raccontare una storia ed esporre i fatti in uno sviluppo coerente.
E’ per questo che gli si possono perdonare alcuni dialoghi un po’ forzati messi in bocca ai protagonisti forse per portare avanti una tesi a cui lo scrittore stesso tiene molto. E passano in secondo piano anche alcuni (pochi in verità) spiegoni (quei punti in cui lo scrittore ferma quasi la storia, si rivolge in camera e spiega alcuni punti del libro quasi a voler risparmiare tempo o a voler esplicitare concetti e informazioni che altrimenti dovrebbe estrapolare da sé il lettore) nel quale Carriero e non Ernesto, ci spiega cos’è la Wayo, chi sono Brusteghi e il Divo e ci fornisce altre informazioni di contorno.

Mi accorgo di non avere detto molto della trama, un po’ perché la potete recuperare su internet e un po’ perché la trama l’avete probabilmente già vissuta voi, vi è bastato essere stati giovani.

Il libro è pubblicato dalla casa editrice Gelsorosso che io non conoscevo e che mi perdonerà, spero, se mi permetto di augurare a Carriero di riuscire a pubblicare con una casa editrice che gli fornisca maggiore visibilità. Qui non ci si permette di insegnare il lavoro a nessuno, come direbbe il buon Andrea Ceravolo, ma si spera solo che come per Ernesto, la via tortuosa sia pure quella più fruttuosa.

 


One Response to ““Domani no” di Cristiano Carriero”

  1. Autopsia di Domani No (di Gianluigi Bodi) | cristianocarriero on aprile 3, 2013 09:34

    [...] “Domani no” mi ha fatto riprovare emozioni che erano ormai sopite. Mi ha fatto ricordare di quale meraviglioso e folle periodo sia l’adolescenza, un periodo in cui ci si nutre di sogni che poi però in pochi sono in grado di realizzare. Ho ritrovato in questo libro la freschezza della scrittura del Nick Hornby di “Alta Fedeltà” e pur sapendo di espormi parecchio con questa affermazione non me ne pento. C’è, nel modo di scrivere di Carriero una capacità di arrivare dritto al lettore in maniera sincera, direi quasi pura. Una capacità di raccontare una storia ed esporre i fatti in uno sviluppo coerente. E’ per questo che gli si possono perdonare… (continua a leggere!) [...]

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