Inertia Creeps
“Inertia Creeps”
Recollect me darling raise me to your lips
Two undernourished egos four rotating hips
Hold on to me tightly I’m a sliding scale
Can’t endure then you can’t inhale
Clearly
Out of body experience interferes
And dreams of flying I fit nearly
Surrounds me though I get lonely
Slowly
Moving up slowly
Inertia keeps
She’s moving up slowly
Slowly
Moving up slowly
Inertia creeps
Moving up slowly
She comes
Moving up slowly
She comes
Moving up slowly
Inertia creeps
Moving up slowly
She comes
Moving up slowly
Moving up slowly
In my home no chrome as clear as
See me now with my nearest dearest
Been there when I’m over careering
Room shifting is endearing
Between us is our kitchen
Would you found my irritant’s itching
Been here before
Been here forever
Moving up slowly
Inertia keeps
Moving up slowly
Inertia creeps
Moving up slowly
Inertia keeps
Moving up slowly
She comes
Moving up slowly
Moving up slowly
She comes moving up slowly
Inertia creeps moving up slowly
She comes
I make no sound in my eider-down
Awake I lie in the morning’s blue
Room is still my antenna in you
Nylon burns the bedspread with two
Gravity’s zero see me stall
I bounce off walls lose my footing and fall
It can be sweet though incomplete though
And the frames will freeze
See me on all four’s
It’s been a long time
She comes
She comes
I want to x you
She comes
I want to x you
She comes
I caught your radio waves
I caught your radio waves
Will you take a string
Say you string me along
Say you string me along
Say inertia creeps
Inertia creeps and she comes
Say she comes
Say she comes
Say she comes
Say she comes
La verità, vi prego… Pt.2
[Questo post è nato dall'esigenza di scaricare alcune tensioni. E' stato scritto in mille momenti diversi, a volte aggiungendo anche solo una parola. E' senza capo né coda. E' un post obiettivamente brutto. Non leggetelo, ignoratelo. Ma lasciate che io mi sfoghi pubblicandolo.]
La verità, vi prego, sull’amore…
… E altre fandonie.
No, non ho cambiato idea sull’amore. Amare e’ bellissimo.
“Love, love is a verb. Love is a doing word”. Cantava Elisabeth fraser per conto dei Massive Attack.
Non so perché ho usato il termine fandonie. Quando ho iniziato il post mi sembrava un modo per stemperare il tema, per prendermi un po’ in giro. Ma, come avrete notato, i miei interventi qui sono tutti pesantucci ultimamente.
Ho amici che si struggono per amore. Colleghi di lavoro che cercano casa, altri che fanno figli.
In questo momento mi sembra che tutto questo mi sia distante anni luce. Sono solo dei pallidi riflessi di luce che arrivano da un’altra galassia.
Il motivo di tutto ciò non è chiarissimo nemmeno a me. In parte ho una situazione familiare che negli ultimi mesi si è andata aggravando. Lo stress, per quanto voglia far finta di nulla, alla fine colpisce là dove non dovrebbe colpire, nella sfera affettiva.
Il lavoro è diventato un peso, il dottorato una valvola di sfogo.
E, come se non bastasse, ci si mettono anche i fiori di ciliegio.
Dovete sapere che sono molto sensibile ai fiori di ciliegio. Sono il simbolo di una stagione che ho sempre amato, hanno il potere di rigenerarmi e passerei ore ed ore a guardarli.
Ma negli anni scorsi la mia passione per i fiori di ciliegio è sempre stata marginale perché mi limitavo ad osservarli senza aver voglia di andare oltre.
Mi ha colpito l’intensità del profumo dei fiori di ciliegio. Mi ha colpito la loro bellezza, delicata e allo stesso tempo importante. Mi ha colpito la loro vitalità, la loro eleganza e il loro carattere. Potrei passare ore a guardare i fiori di ciliegio.
Si può parlare di amore? Ne dubito. Si può parlare di innamoramento? Non ne ho idea. Nel post precedente chiedevo lumi su cosa fosse l’innamoramento.
La mia testa e’ molto pesante. Continuo ad ascolte in loop “teardrops” e “inertia creeps”. Cosa mi sto nascondendo?
Torniamo ad essere quelli di una volta. Torniamo ad essere il ragazzo chiuso, quasi enigmatico, percepito come freddo e calmo. Torniamo ad essere senza sangue, senza grilli per la testa, senza scoppi di vitalità, senza fiori di ciliegio.
Perché quando qualcosa ti manca la desideri di più? Perché?
Può essere che ritorni nella pace dei sensi?
Filed under Senza categoria | Comment (0)La verità, vi prego… pt.1
Ditemi, ve ne prego, cos’è l’amore.
Come mi capita molto spesso di recente’ rimugino su un pensiero per mesi senza sosta per poi sfogarlo qui. E’ sempre stato così con questo blog. L’ho usato per cercare chiarezza, un po’ da voi, ma soprattutto da me. Perché lo scrivere dirada le nuvole più di un soffio di vento.
Dopo l’ennesimo film strappalacrime mi sono chiesto cosa sia l’amore. Ho iniziato a pensare che forse io non ho mai capito cosa fosse l’amore. Sono ritornato, con il pensiero alle mie storie d’amore passate. Quante volte ho tenuto dentro di me i miei sentimenti senza che l’oggetto dell’amore si accorgesse di quello che provavo per lei. Quante volte poi, goffamente, vincevo la mia colossale timidezza e mi lanciavo di brutto. Sbagliando sempre tempistica, iniziando dal tragico “credo di essermi innamorato di te”. Ahah ridicolo. Nemmeno sapevo cosa volessi dire. Iniziavo da meta’ percorso. Ed il fatto e’ che anni di pratica mica me l’hanno fatto capire quando si dice “mi sono innamorato di rte” senza scadere nel ridicolo.
Quando puoi dire ad una ragazza che ti stai innamorando di lei? Quali sono i sintomi? L’attrazione fisica non conta, puoi provare attrazione anche se delle ragazza ti importa relativamente poco,a cos’è che ti fa capire che sei innamorato di una persona? Succede quando ti manca? Quando vorresti sentirla sempre? Quando vorresti comunicarle tutto quello che sei? O c’è dell’altro?
Io davvero non lo so. Ho l’impressione di aver sempre confuso certe passioni carnali con l’innamoramento, ma è anche vero che spesso idealizzavo le ragazze che mi piacevano senza scendere (o salire) sul piano carnale.
Funzionava così: vedevo una ragazza che mi piaceva, la conoscevo un po’, di solito perché frequentava il mio stesso giro, ma con lei difficilmente parlavo. Poi magari, straziato dai sentimenti, dopo mesi mi facevo avanti e immancabilmente subivo un rifiuto. Ma io ero convinto di esserne innamorato, ero convinto che il mio fosse amore. Di cosa si trattava invece?
In età adulta si presume che uno abbia un controllo più accurato sui propri sentimenti. Che li conosca meglio, che li sappia gestire meglio, che ne disponga in maniera migliore. A me invece sorge il dubbio di avere ancora un piccolo adolescente impacciato seduto alla cabina di comando dei sentimenti.
Continuo a non sapere cosa significa essere innamorati. Quando diventa logico dirlo ad una ragazza. Logico? Ma poi, ci sarà nulla di logico in tutto questo?
Quando ha “senso”, quando ci sono le basi, quando è il momento adatto, quando capisci di essere innamorato di una persona? Quando puoi dire a te stesso di essere innamorato senza essere ridicolo?
Sono il solo a chiedermelo? Sto vaneggiando?
Filed under Senza categoria | Comments (7)In movimento
Sto cercando di essere piu’ libero. Il superego ha sempre guidato le mie scelte. Dovevo essere un bravo bambino, dovevo fare meglio degli altri, dovevo comportarmi in modo da non dare dispiaceri e non portare vergogna. Ricordo ancora la settimana di silenzio di mio padre quando ha saputo che mi avevano bocciato. Avevo fallito. Sto vagliando la mia vita in cerca delle scelte fatte solo per compiacere me stesso. Non sono molte e la maggior parte di queste sono scelte futili. Ci si aspetta da me che mi comporti come ho sempre fatto. Ci si aspetta che agisca secondo un copione. Un copione che mi rende un personaggio di un telefilm, non un essere umano. E allora vorrei essere piu’ libero e agire al di fuori di questo copione. Vorrei fare cose che la gente non si aspetta da me. Vorrei assaporare la loro espressione disorientata e sconcertata. E speriamo che la mia non diventi solo un’altra interpretazione. Voglio amare le emozioni non tentare imitazioni non autentiche. Al massimo merito un grammy come interprete principale della mia vita.
Filed under Senza categoria | Comments (2)Tutto è per sempre finché dura.
Bastano pochi giorni d’influenza a mandarmi fuori fase per un bel po’. Ho passato Pasqua a letto e anche negli ultimi giorni non sono stato proprio al massimo della mia forma. Fortunatamente venerdì ho assistito ad una delle migliori lezioni sa quando ho iniziato il dottorato. Non farò il nome del professore e dirò solo che mi ha fatto davvero piacere assistere alla sua lezione e che spero torni più spesso a trovarci. C’è anche da dire che Venerdì devo aver sparso i miei bacilli un po’ ovunque.
In questa fase della vita ho ripreso a comprare e a leggere libri. Si tratta, per lo più, di saggi che hanno a che fare con l’analisi transazionale e con i modi di affrontare ciò che c’è in noi stessi. Sono libri interessanti e ognuno di loro mi sta dando qualcosa che prima non avevo. Ora, cerco di fare le cose che mi piacciono, anche se mi rendo conto che alcune delle cose che vorrei fare non le posso confessare nemmeno a me stesso.
Siccome mi è necessario sposare la teoria dei piccoli passi ho deciso, fin che dura, di provare a fare, nel mio piccolo quotidiano, delle piccole cose che mi danno piacere. Il comprare libri rientra in questa categoria.
Temo che, essendo inesperto, per ora mi riesca bene solo comprare.
Mi dicono dalla regia che l’atto compulsivo di comprare tutto ciò che ci viene messo davanti (che serva o no) è una spia della depressione. La cosa potrebbe essere anche vera (non me ne stupirei), ma al momento preferisco ignorare questo particolare e cercare un equilibrio tra il comprare e lo star bene con me stesso.
Altra cosa che dovrei imparare a fare è quella di vivere nel presente. Vivere nel presente perché il passato è andato e il futuro deve ancora arrivare. Perché se mi preoccupo del passato per i prossimi venti minuti non sarà comunque cambiato di una virgola ciò che è stato e se mi angoscio per il futuro da qui a stasera non avrò mosso di un millimetro ciò che sarà. Sono belle parole, non vi pare? Pensate che io riesca a mettere in atto questi saggi insegnamenti? Penso di dovervi rispondere che io sono certo di riuscirci, anche se non è vero e sono consapevole di mentire. Vorrei partire con lo stesso piglio di quando inizio una dieta: starò a dieta per sempre, fino a che durerà.
Di solito le persone stendono una lista di buoni propositi verso l’inizio di ogni anno. Io è da qualche anno che non lo faccio e non credo che ci sia nessuno che può impedirmi di stilarne una ora.
Per quest anno vorrei:
- Leggere di più e meglio;
- Fare progressi con il dottorato;
- Imparare a volermi più bene;
- Ascoltare le urla del mio corpo;
- Capire da che parte deve andare la mia strada;
- Scrivere almeno un paio di racconti;
- Continuare a scrivere qui dentro;
- Fare più cose che voglio fare e meno cose che sono costretto a fare.
Direi che come lista può bastare. Direi che può bastare anche come post.
Piccola nota. Ho acquistato l’ultimo libro di Richard Yates pubblicato da MinimumFax. A breve inizierò a leggerlo e poi sarò triste come non mai. Intanto ho un tremolio anomalo all’occhio sinistro.
In my opinion Vs. Unexpected Ways
Recentemente ho cambiato il titolo del blog da “In my opinios” a “Unexpected Ways”. Il cambiamento non è dovuto ad una semplice voglia di rinnovamento primaverile. E’ nato da una serie di considerazioni.
Ora, vi scrivo questa serie di considerazioni facendo finta che vi interessi e basandomi sul fatto che avendo un blog posso dire tutto quello che mi passa per la testa, che tanto, il peggio che mi possa capitare è che mi mandiate affanculo (o che Dario mi chiuda il rubinetto del gas).
“In my opinion” era un titolo che arrivava da lontano. Ce l’avevo già su clarence. Con quel titolo volevo che si capisse che avevo cose da dire. In pratica, serviva come specchietto per le allodole, ma era anche un Viagra dell’ego. Ogni volta che entravo nel blog e leggevo il suo nome mi compiacevo del fatto che fossi un essere umano dotato di opinioni. Come mi fece notare qualcuno in un commento, alla fine, quello che scrivevo era solo “un’immane complesso di cazzate”.
E allora ho preso quella via, ho iniziato a scrivere cazzate, perché mi riusciva meglio che scrivere cose serie e perché, a scrivere cose serie di solito diventavo pesante e finivo con l’annegare nella mia stessa melma.
E’ proprio quando ho iniziato a scriver di cazzate che qui dentro si è visto un certo movimento. Se dovessi dare un consiglio a uno che deve aprire un blog gli dire: scrivi di cazzate, che non si sbaglia mai. Mettici di mezzo la gnocca, che non sbagli mai.
Poi c’è stato un anno sabbatico. Pochi post, più che altro per far sapere a quei pochi interessati che non ero morto del tutto. E’ stato un periodo molto buio in cui non ho mai avuto una valvola di sfogo. E il blog non mi divertiva più.
Poi, un giorno, mentre leggevo un libro sul Knowledge Management, sono stato colpito dalle parole “unexpected ways”. Me le sono portate nella testa per una settimana. Mi sono messo a pensare che molte delle cose che mi sono capitate, sia belle che brutte, mi sono capitate in maniera inaspettata. Sono arrivate, comparse, scomparse in maniera del tutto inaspettata. Non le potevo controllare, erano loro a controllare me, poi, quando si stufavano, puff.
Di li a poco ho avuto una sessione di chat con il mio personal guru di internet e così ho ricominciato a scrivere. Mi è sembrato giusto dare un cambio al nome e mi è sembrato giusto dare peso all’essenza della vita che sto vivendo. Ecco perché “Unexpected Ways”. E’ un inno alla vita così come dovrebbe essere e così come vorrei che fosse sempre.
Le opinioni, se proprio vogliamo, fanno parte dei modi imprevedibili della vita. Quindi, direi che “Unexpected Ways” contiene anche “In my opinion”.
Vabbè, ma a voi, di tutto questo non ve ne frega un cazzo, lo so. E’ che uno deve pur sfogare il proprio ego da qualche parte, non vi pare? Insomma, a qualcosa deve pure servire un blog. Se non serve a farsi belli agli occhi degli altri, a che diavolo serve?
Ego 2010/2
Il mio ego è talmente fioco che quando mi metto a dieta perdo tutto il peso lì.
Filed under Senza categoria | Comment (0)(il post migliore dell’ultimo anno e mezzo secondo l’associazione medici dentisti)
Da quando ho comprato l’Iphone la mia vita sociale è migliorata. Continua a non chiamarmi nessuno, ma almeno adesso sono più stiloso.
Detto questo, qui oggi c’è la nebbia. Sono le 10:35 e non è ancora andata via. Mi aspettavo una giornata di sole, almeno stando a quello che dice la sveglia della oregon scientific, eppure per ora c’è sto cielo lattiginoso che fa venire la depressione ai tapiri atapirati.
Per fortuna oggi ho una giornata di lavoro breve, sette ore tranquille, poi torno a casa, mi faccio la doccia e bevo un caffè e dopo mezz’ora parto per Padova dove andrò a vedere la tappa conclusiva del concerto dei Dave Matthews Band. Aspetto questo evento da dieci anni, da quando in Inghilterra un amico mi fece conoscere “Crash Into me”. Poi, la sfiga ha voluto che ogni volta che passavano in Italia io fossi altrove. Tipo l’hanno scorso con il concerto di Lucca. Loro erano a Lucca, io a Dublino. Non male Dublino, sia chiaro. Ma quel concerto ancora mi rode. Anche in considerazione del fatto che è stato uno dei loro migliori concerti e che ne hanno fatto anche un triplo cd.
Altra cosa, il tizio che è andato in bagno prima di me questa mattina, ieri sera deve aver mangiato muffe e licheni.
E mentre scrivevo, ho fatto la pausa caffè, è passata un’altra mezz’ora e la nebbia non accenna a diminuire. La cosa mi fa pensare che stasera a guidare dovrò stare extra attento.
A proposito, non vi capita mai di pensare che le ore trascorse in ufficio sono ore sprecate?
Certo, io mi rivolgo a voi, che poi voi nemmeno passate di qua (giustamente direi, visto che per oltre un anno ho fatto il latitante), mi potrei rivolgere a te, così se per caso passi per sbaglio (chessò, cerchi su Google il modo per ammazzare un collega senza essere beccato, cerchi il modo per far la birra dai resti del cenone di natale, cerchi l’indirizzo email privato di Obama, la cura per il cancro testicolare, la panacea per tutti i mali, le recensioni dei film porno fetish degli ultimi 15 anni, la ricetta per il pan di paglia e cose così) magari ti senti tirato in ballo, ti senti persona a tutto tondo, ti dici: ma guarda questo louie che chiede proprio a me sta cosa, che tizio avanti (l’ho già detto altrove, a volte sono così avanti che mi devo fermare per aspettarmi), guarda sto louie che rapporto personale instaura con me.
Ecco, forse dovrei passare al “tu”. Tu che ne dici?
Flusso di pensieri completamente inutili.
Questa mattina il blog di Gattostanco ha dato un segno di vita. Il buon vecchio Gatto ci fa sapere che adesso la suocera è diventata anche vicina di casa. Caro Gattostanco, hai tutta la mia solidarietà.
Per la serie, varie ed eventuali: ieri Venezia è stata assalita da 150 mila turisti (che poi è una cifra vaga), io invece me ne stavo sul divano a vestire i panni di Nathan Drake.
Ho mangiato una frittella al cioccolato, talmente piena che ho nel mangiarla ho ridipinto le pareti di casa.
Un mio collega mi ha portato cantucci e vin santo da Pisa. Questa sera gli tiriamo il collo.
Sto sorseggiando un the Cannella Arancia che non è niente male.
Non ho voglia di lavorare e sto scrivendo un post inutile che più inutile non si può.
Ho pensato che Alinghi ha rotto le palle per anni per cambiare le regole dell’America’s cup, c’ha speso su un iraddidio di milioni di Euro ed è riuscita a perdere nel minor tempo possibile.
Ego 2010
Il mio ego è talmente fioco che quando sento dire “è grasso che cola”, penso che si riferiscano a me quando sudo.
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